Le grazie ricevute

Le grazie ricevute dalla Madonna della Ravanusa

 

Miracolo concesso a Cammisa Salvatore per intercessione della S. Vergine della Ravanusa il 14 Agosto 1927 vigilia della solennità di Maria Assunta in cielo.

Racconto di Cammisa Carmela, secondogenita di Cammisa Salvatore e Alì Domenica.

Mio padre, Cammisa Salvatore, nato a San Giovanni La Punta il 12/09/1898 di professione bracciante agricolo, sposato con mia madre Alì Domenica, nata a San Giovanni La Punta il 29/04/1904, casalinga, nell’Agosto 1928 avevano già due figlie, Anna e Carmela ed erano in attesa della terza che sarebbe nata a Gennaio e a cui avrebbero messo nome Maria Assunta in onore della Madonna della Ravanusa.
Mio padre all’epoca aveva 28 anni e ritornando dal lavoro dei campi il 12 Agosto ed essendo molto accaldato e stanco, attinse al pozzo di casa e bevve a sazietà l’acqua fresca della cisterna.
Poco dopo cominciò a sentirsi male. Mia madre mandò a chiamare il medico Don Manuele Buscemi.
Come l’ebbe visitato, disse a mia madre che papà aveva una grave polmonite. Infatti mio padre aveva la febbre alta e delirava.
Nonostante le cure e le medicine stava sempre peggio.
L’indomani furono chiamati i medici di Catania che gli fecero una puntura lombare e dissero alla mamma che entro la notte o migliorava o moriva.
I miei nonni piangevano, si erano radunati tutti i parenti che con grande pena attendevano il triste epilogo. Fu chiamato il parroco Don Gioacchino Guglielmino che amministrò l’estrema unzione a papà.
Era già il 14 Agosto, la vigilia della festa alla Madonna della Ravanusa.
Allora erano poche le case e molti i campi coltivati.
Da casa nostra in via Motta, dove ora c’è il convento delle Carmelitane, si vedeva la chiesetta tutta illuminata; le campane suonavano.
Mamma, visto il precipitare della situazione, uscì di casa e guardando verso la chiesetta, piangendo intensamente, disse alla Madonna: “Non mi abbandonate, aiutatemi! Come faccio con tre bambini?”.
Infatti io ero in braccio, mia sorella Anna la teneva per mano ed era incinta di Maria, povera mamma.
Ma la Madonna ascoltò la preghiera e le venne subito in aiuto.
Mio padre a voce forte chiamò: “Micia! Micia!”. I nonni uscirono di casa e chiamarono mia madre: “Vieni, ti vuole Turi”.
La mamma aveva paura ad avvicinarsi per le condizioni deliranti di papà. Temeva che le desse qualche colpo nella pancia.
Si avvicinò con cautela e mio padre le disse: “Micia, ho sentito un rumore forte di pietre che cadono, come una torretta che crolla e poi mi è apparsa la Madonna della Ravanusa che con la mano destra mi ha benedetto”.
Da quel momento mio padre è guarito. Ci fu grande gioia da parte di tutti i !
presenti che piangendo ringraziavano la Madonna per il miracolo concesso.
In pochi giorni mio padre riprese le forze e ritornò al lavoro.
Quando poi venne padre Gabriele Allegra dalla Cina, papà e mamma gli fecero celebrare una messa di ringraziamento alla Madonna della Ravanusa.

“Grazie Mamma buona, sei sempre premurosa verso i tuoi figli!”

(Cammisa Carmela)

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