MARIA CI PRENDE PER MANO……
Carissimi Fratelli e sorelle,
concluso il mese di maggio, con la grazia di Dio, inizia un altro mese: giugno. Se il primo è dedicato alla Vergine Maria, il secondo, è dedicato al Figlio di colei che è divenuta Madre di tutta l’umanità quando quel “cuore che tanto ha amato il mondo” cessò di battere. La consegna di colei che aveva dato una carne e un cuore al Figlio stesso di Dio, fu l’ultimo gesto d’amore,
e proprio Lei, che da quel momento ci prende per mano e ci conduce al cuore di Gesù figlio suo e fratello nostro.
In Gesù, nel suo cuore mitissimo ed umilissimo, troviamo i tesori della grazia di Dio. Dal suo cuore riceviamo tutti i vantaggi per la nostra crescita spirituale, da Lui impariamo la legge dell’amore. Oggi ogni uomo dovrebbe ripetere con l’apostolo Pietro: “ Tu solo hai parole di vita…”; o con la Samaritana: “Signore dammi sempre di quest’acqua…”. Durante questo mese, riecheggia, per la nostra crescita spirituale, la parola di Gesù: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro….”
Cari fratelli e sorelle, la Madre ci è maestra spirituale; ci istruisce, ci guida nel cammino, ci porta a Gesù. Lui, Maestro e Signore, con la sua stessa vita, insegna. Saremo beati, se accoglieremo il suo insegnamento e lo imiteremo nel cammino della perfezione evangelica. Non dobbiamo fare grandi cose; alle grandi imprese, si arriva solo attraverso i piccoli impegni quotidiani.
Profittiamo di questo periodo, per approfondire il nostro essere in Cristo, segno di speranza e di amore.
Desidero rivolgere un sentito e paterno ringraziamento a tutti gli operatori pastorali della parrocchia e del santuario, per i molteplici servizi resi nelle due realtà.
Auguro a tutti di poter sperimentare la presenza del Signore Gesù e di sua Madre, anche durante la pausa estiva. Che la Vergine Maria e il Signore Gesù riversino su tutti i tesori di Grazia dei loro Cuori.
Don Orazio
(maggio 2008)
MARIA CI SOSTIENE…
Fratelli e sorelle nella fede,
Il mese di maggio è dedicato, dalla pietà popolare, alla Vergine Madre di Dio e nostra.
Nello scorrere dei giorni guardiamo Maria per ammirarla soprattutto nella sua
santità di vita, che in Lei, è diventata piena disponibilità all’opera di Dio.
Maria è la collaboratrice della Grazia, Lei, più fedelmente di ogni altra creatura
umana, ha vissuto nell’obbedienza alla volontà del Padre.
Maria è modello perfetto della Chiesa e di ogni fedele in essa, che cammina sulle
orme di Cristo. I fedeli sostenuti dalla sua intercessione, in questo mese, vivono
anche l’esperienza del pellegrinaggio nei diversi santuari, disseminati nelle nostre
diocesi. Sono luoghi privilegiati dell’incontro con Dio, dell’ascolto della Sua parola e
per la celebrazione dei sacramenti, particolarmente quelli della Penitenza e
dell’Eucarestia. Sono luoghi in cui Dio si manifesta, per intercessione della Madre
Sua, Operatore di prodigi, di speciali e singolari grazie.
Dice un canto dialettale, rivolto dalle nostre genti a Maria, visitandola nei Suoi santuari: “Che bedda sta Matri, ca teni stu Figghiu, la rosa e lu gigghiu, chi ciauru ca
fa. Li razzii su tanti, ca non si ponu diri, su tu li voi sapiri l’avveniri a vidiri cà.”
Allora accorriamo, ancora più numerosi, al Santuario della Madonna della Ravanusa
durante questo mese di maggio, toccheremo con mano, la Sua presenza materna. Il
santuario è fonte di vita e di fede per tutte le genti che, pellegrini stanchi, carichi di
difficoltà, di bisogni, di sofferenza, di necessità, vengono a chiedere che il dolore si
trasformi in gioia, che il buio diventi luce, la malattia pienezza di vita sana.
Quanti vivranno l’esperienza del pellegrinaggio, a piedi, possano sperimentare la
presenza del Signore Gesù, compagno di cammino, presenza già sperimentata dai due discepoli di Emmaus.
Si va dalla Madonna e con Lei, madre premurosa sempre in attesa, ci si accosti al sacramento della penitenza per vivere il rinnovamento dello spirito e del cuore e partecipare, riconciliati alla mensa del Signore: l’Eucarestia.
La Madonna, ha dato la propria carne a Gesù e, aprendo la porta del suo cuore al Verbo di Dio, ha reso possibile che il Figlio ci donasse la sua carne nel mistero Eucaristico per la salvezza nostra e di tutto il mondo.
Andiamo, dunque, numerosi all’incontro con Maria e impariamo a offrire anche noi la nostra
carne, la vita di ogni giorno, perché venga, dalle Sue mani, passando per la via del
Suo cuore, consegnata al suo Figlio Gesù. Nel congedarci, poi, rinnovati e illuminati,
chiediamo a Maria la sua materna benedizione, perché ci accompagni, infondendo nel
nostro cuore e nella nostra vita, gioia e speranza per vivere gli impegni assunti dinanzi a Lei
Madre nostra, unico conforto e liberatrice delle anime nostre.
Don Orazio (aprile 2008)
Cari amici,
Siamo ancora con il cuore colmo di gioia per la celebrazione della S. Pasqua. Alla gioia si aggiunge la gratitudine, anzitutto al Signore Dio perché non ci ha lasciato a brancolare nel buio dispersi nel peccato, ma per il dono di grazia della Pasqua di Gesù suo unigenito Figlio e nostro Salvatore siamo stati trasferiti nell’ammirabile sua luce. In questi santi giorni della Quaresima e della settimana santa ho avuto modo di ringraziare il Signore per il dono della vostra presenza nella nostra bella comunità parrocchiale.
La gratitudine si fa preghiera perché il Signore e la Vergine Maria ricompensino coloro che svolgono molteplici servizi a favore di chi frequenta la comunità parrocchiale.
Guardandovi impegnati, il Signore mi ha dato la grazia di meditare sulla pagina paolina che parla della Chiesa “Corpo”. Il Capo è uno: Cristo Signore! Le membra molte e a servizio le une delle altre. Ad esse voglio rendere onore. Infatti mi rendo conto che senza collaborazione, i buoni propositi e le idee restano tali e senza la concretezza della realizzazione.
Dico pertanto a tutti: “Grazie di Cuore!” Come dicevo durante le celebrazioni del giorno di Pasqua, così ripeto dal nostro giornalino parrocchiale; nel discorso della montagna Gesù ha proclamato otto beatitudini per i pacifici, per i puri, per i perseguitati, ecc. ma non ha proclamato: “Beati i pochi”. Dunque, la parrocchia ha bisogno di te!
Il tempo, dono di Dio, spendilo anche per la tua comunità: in essa puoi vivere un’esperienza di Dio, puoi crescere nella fede e puoi aprire il cuore alla gratitudine nel servizio per i fratelli. Vieni anche tu, c’è posto per te nel cuore di Dio, non lasciarlo vuoto.
Intanto a tutti la gratitudine del mio cuore.
Don Orazio
(31 marzo 2008)
Verso La Pasqua festa della Speranza
Cari amici, desidererei dirvi poche parole per augurarvi una buona e vera Pasqua.
Parole che come urli, permettono al Silenzio dei nostri sepolcri di parlare; parole pesanti, come quella pietra che ostruiva il sepolcro di Cristo.
La nostra, non sarà una vera Pasqua, se non ci riconcilieremo anzitutto con noi stessi. E’ necessario recuperare il gusto della vita.
Non sarà Pasqua, se non riusciremo a ricucire le nostre lacerazioni interne ed esterne.
Non sarà Pasqua, infatti, se non riusciremo a ricucire i rapporti con i fratelli che abbiamo o che ci hanno offeso, con cui abbiamo litigato, con chi non ci si tollera, con chi ci ha calunniato … con chi, abbiamo detto… di farla finita. Pasqua è festa della Speranza.
E’ Pasqua nella misura in cui riusciremo a vivere la riconciliazione con il Signore, fondando la nostra esistenza e ogni cosa su di Lui. Solo così daremo senso pieno al nostro andare avanti con fiducia e soprattutto con speranza, anche se il passo si fa spesso cadenzato e pesante.
Non è Pasqua, se non riusciremo a dimenticare il passato e le cose vecchie.
Non è Pasqua, se non riusciremo ad amare, avendo a modello Gesù Cristo.
Guardando lui, riusciremo a dare senso anche al nostro soffrire, al nostro lottare e al nostro morire…ogni giorno.
Ci accompagna la speranza! Camminiamo verso estuari non di morte, ma di vita.
Vi auguro di vivere una Pasqua di riconciliazione.
Affidiamoci a Maria Madre della Speranza, ci sia Lei maestra di docilità all’azione dello Spirito Santo, che effuso nei nostri cuori, ricrea per un’esistenza nuova.
Sia per tutti Pasqua di riconciliazione.
Auguri.
Don Orazio
Quaresima (febbraio 2008)
Fratelli e sorelle,
Spesso quando pensiamo alla quaresima facciamo riferimento al carattere penitenziale, ai digiuni, alle lacerazioni del cuore, ed invece di vivere questo tempo come occasione di grazia, di speranza, di gioia per le novità che il Signore ci dona, ci sentiamo soffocati ed intristiti dai richiami negativi.
Ci sono invece tanti elementi positivi che devono prevalere, in questo tempo santo ed accendere nel nostro cuore la speranza.
Quaresima significa anche: sanare, riparare, ristabilire, rendere migliore.
Questo tempo della liturgia, quaranta giorni, è utile a tutti per fare meglio del solito così da rendere la nostra vita e, quella degli altri, migliore.
Celebrando questo tempo di Grazia, il Signore, vuole salvare non solo l'uomo rendendo migliore il suo cuore, ma direi, il mondo intero, dentro il quale egli é collocato.
Dio, attraverso questo santo itinerario, vuole che ogni uomo nonostante tutto ciò che lo circonda possa disorientarlo, cammini verso la novità pasquale.
Il carattere penitenziale, allora, ci suggerisce: di vivere il dono della vita, vigilando, compiendo i nostri impegni quotidiani meglio del solito, la nostra preghiera più intensamente, la nostra carità con la consapevolezza che appaia quale riflesso dell'amore di Dio.
In quaresima Dio vuole nuovamente legare il suo cuore con il nostro, perché ogni nostra azione trovi l'origine in Lui.
Guardando alle nostre ferite possiamo con speranza affidarci a Dio, sapendo di essere guariti e di essere da lui introdotti verso la primavera della Pasqua.
Con la gioia nel cuore guardiamo avanti, consapevoli di essere ammalati, ma piantati nella fiducia che Gesù ci guarisce, sana le nostre ferite, dall'infermità ci fa passare alla stabilità della Grazia, introducendoci nel suo giorno, che è sempre nuovo e luminoso.
Auguri a tutti! Sogniamo per noi e per i nostri fratelli un futuro luminoso, la primavera é sì vicina, ci annuncia l'imminenza della festa Pasquale.
Gettiamo via, come ci suggerisce S. Paolo, il lievito vecchio, per essere "azzimi nuovi".
Auguri ancora: "Pasqua nuova, Vita nuova".
Don Orazio
Il saluto del Rettore (gennaio 2008)
Carissimi tutti nel Signore Gesù e in Maria, "pace a voi in abbondanza". Ciascuno di noi nel cuore coltiviamo uno o più sogni,desideri di bene e di santità, la Madonna della Ravanusa preghi per tutti e per ciascuno intercedendo presso il Figlio Suo. Mentre ringrazio Massimo per questo progetto che ha pensato e voluto, come servizio di diffusione del culto verso la nostra Madonna della Ravanusa, Vergine dallo sguardo dolce e penetrante, auguro a tutti che servendovi del nostro sito possiate incotrare Cristo unica salvezza del'uomo di ieri, di oggi e di sempre. Maria sia per tutti tesoriera di grazie, colei che accende nel cuore di ogni uomo la fiamma della Speranza, Maria sia l'aurora della nostra vita che annuncia il giorno nuovo, la pienezza del Tempo, l'avvento e il compimento di tutte le promesse di Dio che si sono realizzate in Cristo, l'AMEN del Padre.



