Padre Gabriele Maria Allegra
In una modesta casa del vicolo Filco (oggi via Torrisi) di S. Giovanni La Punta il 26 dicembre 1907 (all’anagrafe risulta il 2 gennaio 1908) ai coniugi Rosario Allegra e Giovanna Guglielmino nasceva il primo figlio.
Tre giorni dopo, il sac. Domenico Zappalà gli amministrava il battesimo nella chiesa di S. Sebastiano imponendogli i nomi di Giovanni Stefano.
Giovanni rivelò subito un’intelligenza destissima, una memori altrettanto felice ed un grande amore allo studio, accompagnati da una innata vivacità.
Dopo aver conseguito il diploma di quarta elementare venne accolto il 14 dicembre 1919 nel collegio serafico di S. Biagio in Acireale dove rimase per quattro anni distinguendosi per il suo carattere generoso, volitivo e gioviale.
Il 1° ottobre 1923 venne trasferito presso il convento di S. Vito di Bronte ed il successivo13 Ottobre iniziò il noviziato vestendo da frate Minore e mutando il nome di battesimo in quello di fra Gabriele Maria.
Il 19 ottobre 1924 fra Gabriele emetteva la professione semplice e, lasciato il San Vito di Bronte, ritornava in S. Biagio di Acireale dove, fino al settembre 1926, frequentò il corso di studi umanistici e insieme venne incaricato dell’insegnamento delle lingue francese e greca ai condiscepoli. Durante quest’ultimo periodo nacque e si fortificò nel suo animo l’idea ed il desiderio della vita missionaria.
Nel settembre del 1926, fra Gabriele venne inviato a Roma per studiare teologia nel Collegio internazionale dell’ordine, S. Antonio, assieme ai confratelli candidati alle missioni. Dopo la sacra tonsura e gli ordini minori, ricevuto il suddiaconato, il 25 luglio del 1929 emise la professione solenne; il 20 luglio 1930 fu ordinato sacerdote. Ritornò per un breve periodo in Sicilia dove rivisse il tempo trascorso con i cari confratelli, s’intrattenne con i genitori, i fratelli e le sorelle e fece visita alla serva di Dio Lucia Mangano al cui processo di canonizzazione poi deporrà come testimone.
Tornato a Roma il Padre Gabriele Allegra fu ammesso al coro attivo per lo studio della Sacra Scrittura ed avviato allo studio della lingua ebraica; nel frattempo maturava nel suo animo l’idea ed il desiderio di recarsi in Cina per tradurre la Sacra Scrittura.
Verso la fine dell’aprile del 1931 venne comunicato dai superiori che era urgente la sua partenza per la Cina dove avrebbe assunto la direzione del seminario minore Hengyang.
La partenza per l’estremo oriente avvenne la notte del 31 maggio a bordo della nave Pilsner che salpò dal porto di Brindisi. Durante il viaggio sostò a Port-Said, Aden, Bombay Hong Kong, Singapore ed infine sbarcò a Shanghai; proseguì con battello fluviale fino ad Hankow e da quest’ultima città per via terra fino alla sua meta: Hengyang, dove giunse il 20 luglio 1931, primo anniversario della sua ordinazione sacerdotale.
L’anno successivo venne nominato rettore del seminario.
Durante i primi anni di permanenza in Cina, Padre Allegra si dedicò con costanza e passione allo studio del cinese e della sinologia (storia, geografia, ecc.) e perfezionò lo studio della Sacra Scrittura(greco, ebraico, esegesi).
La lingua cinese l’apprese anche sotto la guida di due maestri, di cui il secondo fu il prof. Cheng usando prima manuali della scuole elementari inferiori, poi i libri classici ed in ultimo la collezione dei poemi o rapsodie del regno di Chù attraverso i quali venne a conoscenza del più grande storico cinese Sy-ma Chian.
Queste attività, unite a quella di rettore e professore, non distolsero mai Padre Allegra dall’esercizio della vita spirituale.
Il giorno 11 aprile 1935 iniziò a tradurre la Bibbia dai testi originali.
L’intenso lavoro continuò fino al 1939 quando gli venne ordinato un lungo periodo di riposo a causa di un continuo mal di capo che aveva debilitato il suo fisico.
Perdurando lo stato di salute malferma, gli venne ordinato di ritornare in Italia dove rimase fino al novembre del 1940. Scese anche in Sicilia ed in occasione di un soggiorno in S. Giovanni La Punta ebbe l’occasione di far visita a Lucia Mangano la quale l’esortò a perseverare nell’opera biblica intrapresa.
Ritemprato nella salute il 10 novembre del ’40 partì per la Cina e raggiunse Pechino nei primi mesi del 1941 dopo un movimentatissimo viaggio in aereo, nave e ferrovia (Roma – Madrid – Lisbona - New York – S. Francisco – Giappone –Shanghai – Pechino).
Pur molto impegnato nell’apostolato, continuò da solo la traduzione del Vecchio Testamento fino al 21 novembre 1944quando ebbe la gioia di segnare sull’ultima pagina la parola fine.
Terminata la traduzione del Vecchio Testamento Padre Allegra si pose il problema di come fare la revisione e la correzione letteraria ed a tale proposito intuì che occorreva formare agli studi biblici un gruppo di padri che, correggendo con competenza la sua versione, di mano in mano lo aiutassero a stendere le note e le introduzioni ai singoli libri.
Nacque così lo Studio Biblico che venne inaugurato ufficialmente il 2 agosto 1945 con sede in Pechino, presso un edificio annesso all’Università Cattolica e successivamente presso altre due sedi.
Durante la permanenza a Pechino furon editi e bene accolti dalla critica il Salterio, i Libri sapieziali ed il Pentateuco.
Nell’ottobre del 1948, a causa dell’avanzata dell’esercito di Mao, lo Studio Biblico venne trasferito ad Hong Kong dove nel 1950 ebbe finalmente una sede adeguata in 70 Kennedy Road che venne trasferita nel 1973 in 6 Henderson Road.
Dal 1949 al 1975 lo Studio biblico dei frati Minori raggiunse l’auspicata meta:
1949 – 1950: primo e secondo volume dei libri storici;
1951 – 1952: primo volume dei Libri profetici (Isaia) e secondo volume dei Libri profetici (Geremia ed Ezechiele);
1953: terzo volume dei Libri profetici (Daniele ed i Dodici profeti minori);
1957: I Quattro Vangeli;
1959: Atti degli Apostoli e lettere di S. Paolo;
1961: Lettere Cattoliche, Apocalisse ed edizione minore dei quattro vangeli;
1962: Nuovo Testamento (edizione minore) ed Antologia Biblica;
1968: Sacra Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in unico volume.
1971: Sacra Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in unico volume, seconda edizione ;
1972: Sacra Bibbia, edizione minore;
1975: Dizionario Biblico.
Padre Allegra considerò lo Studio Biblico come un cenacolo di sacerdoti modesti (modesti in ispirito non certo per cultura e preparazione) e studiosi che difendano, spieghino e diffondano la Parola di Dio scritta ed auspicò che potesse tramutarsi in un Istituto per l’Estremo Oriente, cioè i una scuola delle religioni e delle filosofie orientali con al centro la religione e la teologia cattolica.
Altra grande intuizione di Padre Allegra fu quella di creare un Centro di studi sociologici con il principale scopo di far conoscere il Messaggio sociale dei Vangeli, la Dottrina sociale dei Padri della Chiesa ed i grandi documenti dei Sommi Pontefici.
In occasione di una visita a Singapore Padre Allegra manifestò detta intuizione a Sua Eccellenza Mons. Carlo Malckèbeke, visitatore apostolico per i cinesi d’oltre mare, il quale si adoperò, assieme all’arcivescovo di Singapore mons. Olçomendi per la riuscita del progetto.
Superate tutte le difficoltà, economiche e di personale, e completata la costruzione dell’edificio venne chiamato a dirigere lo Studio Sociologico Padre Allegra il quale, nel pur breve periodo di direzione, riuscì ad avviarlo sia sul piano generale di lavoro che dell’indispensabile attrezzatura scientifica.
L’opera letteraria più importante condotta a termine in poco più di un sessennio fu la traduzione in cinese dei Documenti pontifici più importanti di carattere etico-sociale, da quelli di Leone XIII e quelli di Paolo VI.
Il 23 gennaio 1976 i Padri dello Studio Biblico s’avvidero che Padre Allegra non stava molto bene per cui, l’indomani, lo accompagnarono al Canossian Hospital di Hong Kong.
Giorno 25 le condizioni generali si aggravarono; in considerazione di ciò Padre Allegra, dopo avere ricevuto la S. Comunione, acconsentì di essere operato.
L’ultimo estremo tentativo di debellare il male si rivelò vano: Padre Allegra morì durante l’operazione.
Così cesso di battere quel cuore che aveva tanto amato Dio e tutti gli uomini ed in modo particolare il suo caro popolo cinese.
I funerali vennero celebrati il giorno 28 dal vescovo di Hong Kong, Mons. Giovanni Battista Wu, nella chiesa di S. Margherita ed alla presenza di numerosissimi fedeli, del vescovo di Macao, di Padre Nicosia (direttore del lebbrosario di Macao, tante volte visitato da Padre Allegra), dei confratelli e dei rappresentanti dei Salesiani, Gesuiti, padri del P.I.M.E. e di Mayknoll e Domenicani.
Tra le numerose testimonianze di vescovi ed alti prelati piace ricordarne due: quella del vicario apostolico Mons. Carlo Malckèbeke e quella di Don Francesco Iaconi.
Mons. Carlo Melckèbeke: “Vraiment vous nous manquez. Charitè franciscaine, sagesse chinoise, vèritè de l’Ecriture… que de choses nous manquent! Don Francesco Iaconi, salesiano; « Conobbi il Padre Allegra quando ero direttore a Tantum, e lo invitai a parlare ai teologi ed a tutta la comunità per tre ore. Ci ritrovammo più volte a Hong Kong e di nuovo in Terrasanta. Ammirai in lui il dotto e anche più il santo umile e modesto. I salesiani beneficiarono del suo consiglio e del suo aiuto in tutti i sensi, fin da quando andarono a Pechino. Del suo ministero sacerdotale godettero a più riprese Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice… Ricordo che una volta ci trovammo assieme al lebbrosario dell’isola di Coloane con il nostro salesiano D. Nicosia, della Sicilia. Se ci fu cosa di cui mi accorsi fu la gioia di Padre Allegra di trovarsi in mezzo a quei lebbrosi, sereno e sempre sorridente, calmo e dolce. Lo ricorderanno per tutta la vita, così io. La famiglia francescana ha perso uno dei suoi grandi figli e la Chiesa un autentico santo missionario del vangelo predicato e più ancora vissuto ».Padre Allegra era piccolo di statura, bruno di carnagione e con occhi nerissimi sempre dimessi, coma se fosse ancora un novizio francescano, ma possedeva una personalità prorompente: intelligenza superiore, memoria da “Pico della Mirandola”, volontà decisa a raggiungere i fini della sua professione religiosa.
Le innumerevoli persone che ebbero occasione di avvicinarlo – artisti, letterari, semplici cittadini, religiosi, religiose, sacerdoti, vescovi, cattolici o pagani o fratelli separati, militari o uomini politici amici o nemici d’Italia – tutti indistintamente rimasero attratti dalla personalità eminente di Padre Allegra divenendone inseparabili amici.
La sua conformità a S. Francesco era nella povertà e nell’umiltà: era povero ed amava i poveri ed i sofferenti considerandoli membra elette del Corpo mistico di Cristo; era umile e schivo di lodi che gli parevano immeritatissime.
Padre Gabriele Maria Allegra si dimostrò sempre fiero delle sue origini: “Sono puntese, nato nel paese ch’è sotto la protezione di S. Giovanni”. Lo scriveva ai suoi genitori ricordando gli anni belli e fecondi della sua fanciullezza, rivissuti in occasione dei periodici ritorni in paese ed al fratello Sebastiano: “…i ricordi sono l’anima della vita……Niente commuove tanto il cuore quanto una soave rimembranza”.
Il 15 maggio 1986 una folla composta ed orante accolse all’aeroporto di Catania le spoglie di Padre Gabriele che tornava nella sua terra dentro una piccola cassa, piccolo, povero, umile come sempre. Il primo incontro con la Punta avvenne alla Ravanusa a Lui carissima, perché lì era nata la sua vocazione sacerdotale e francescana e lì aveva concordato con la Madonna il programma di lavoro per la glorificazione del Suo Figlio…Altre due soste, al Carmelo ed alla casa natale, ove ebbe inizio la sua mirabile ascensione….quindi alla Chiesa Madre che per 24 ore fu il cuore pulsante del paese. Si unirono alle autorità civili e religiose ed alla popolazione puntese il Ministro Generale dell’Ordine Francescano, P. John Vaughn e P. Gaspar Han, Provinciale e già collaboratore di Padre Allegra.
Quest’ultimo ebbe a dire: “Ad Hong Kong tutti piangevano e si lamentavano per il ritorno di Padre Gabriele in Italia. Ma, oggi, ho visto questa manifestazione così spontanea: Sono soddisfatto e consolato. Tornando in Estremo Oriente dirò come i fedeli di S. Giovanni La Punta stimino il loro prediletto e distinto figlio. Grazie di cuore, da parte mia, a nome dei fratelli cinesi e specialmente dei francescani cinesi, che io rappresento in questo momento”.
Ora che dorme nella tomba della Chiesa di S. Biagio in Acireale si può ben dire che egli fu grande:
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Nella bontà con i coetanei del paese nativo, con i discepoli, con i frati Minori novizi, con i discepoli, con i bisognosi;
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Nell’essere affabile con gli innumerevoli uomini di stirpi, culture e religioni diverse;
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Nello studio e conoscenza della storia civile, religiosa, filosofica, artistica e letteraria della Cina, del popolo ebraico, della Grecia e della Roma precristiana e cristiana.
Coloro che ebbero la ventura di conoscerlo e di vivere vicino a lui ricorderanno per sempre l’umiltà del suo comportamento, la saggezza del suo parlare, la delicatezza del suo tratto. La soavità del suo sorriso, il suo fascino spirituale, il riverbero che del divino emanava da tutto il suo essere.
In atto è in corso la causa di beatificazione di Padre Gabriele Maria Allegra.


