Il restauro
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Nell'anno 2005, sono stati autorizzati dal Rettore del Santuario Padre Orazio Greco i lavori di restauro dell'affresco sull'altare a seguito dei quali, è stato possibile rinvenire l'originale affresco della chiesa, risalente alla seconda metà del XVI secolo, nonché tutti gli affreschi ad esso sovrapposti, di epoche successive, realizzando così il sogno del Rettore e dei fedeli, adesso più che mai attratti dal crescente fascino del Santuario.
Padre Greco ha descritto con visibile emozione i motivi che lo hanno spinto ad affrontare un'operazione tanto rischiosa quanto appagante: "Circa vent’anni fa anch’io entravo nel santuario per la prima volta. Sconoscevo questo luogo e come tutti rimasi colpito dall’immagine della Madonna. Ascoltai le storie che si narravano e poi, curiosando, vidi che sotto la macchina lignea che incorniciava il dipinto ad olio realizzato da Sebastiano Conti Consoli nel 1926, si notava un sottostante affresco di più ampie dimensioni con angeli che reggevano un drappo. Non nascondo l’emozione e anche la curiosità di saperne di più, era per me grande la scoperta ma a quei tempi non avevo voce in capitolo, come si suol dire. Nessuno però mi impediva di sognare. Ed io sono stato sempre uno che ha coltivato i sogni. Circa vent’anni dopo il sogno coltivato in età giovanile è una realtà".
Le supposizioni di Padre Orazio Greco erano fondate, poiché sotto il dipinto a olio su muro di Conti Consoli del 1926, attualmente il simbolo della chiesa a cui tutti i fedeli sono legati, si celava un vero e proprio tesoro e patrimonio artistico e culturale. Le delicate fasi di restauro sono state eseguite in maniera certosina, ponendo la massima attenzione sull'opera. Per poter spostare i dipinti e gli affreschi dalla chiesa al laboratorio, si è innanzitutto ricorsi alla tecnica dello strappo per il dipinto più recente, quindi si è proceduto con la tecnica dello stacco dell'affresco che raffigura la ghirlanda con gli angeli reggitenda, risalente al 1746 (data che si legge dietro l'altare marmoreo all'altezza del tabernacolo). Questo metodo ha consentito di rimuovere anche la muratura su cui l’affresco sussiste, permettendo di mantenere il più integro possibile il dipinto murale. Prestando particolare cura si è staccato l'affresco sottostante, risalente al 1634 come conferma la data che appare scritta su di esso, riportante frammenti di pittura di un altro dipinto della Vergine, e la firma del probabile autore, il Maestro Antonio Sfilio. Infine, si è arrivati al primitivo affresco, stimato, verosimilmente, intorno alla seconda metà del Cinquecento e raffigurante una "nuova e inaspettata" Madonna con il Bambino.
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Giovanni Calvagna, il restauratore, ha fornito una sua opinione riguardo i possibili eventi che potrebbero aver interessato le opere: "Stando ai recenti ritrovamenti, il primo affresco raffigurante la Madonna con il Bambino, dovrebbe essere stato eseguito da artista ignoto nella seconda metà del XVI secolo. Si trattava con ogni probabilità di un semplice altarino o edicola votiva, centinato, in parte affrescato, su un unico blocco di pietra poggiato su muro a crudo. Tale massa, in seguito a qualche terremoto, potrebbe aver causato delle lesioni alla parte centrale dell'affresco, con la perdita della figura della testa del Bambino e di altre porzioni. Quasi certamente, sia per sistemare l'affresco che per l'accresciuto fervore religioso, nel 1634, il Maestro Sfilio ha dipinto un'immagine ingrandendo quella originale con cornici e decorazioni, facendo uso della tecnica dell'affresco, anche se, di questa fase, ci rimangono pochi pezzi. Successivamente è stata dipinta un'altra immagine della Madonna eseguita ad olio e inserita in una cornice ovale con degli angeli reggicorona nella parte superiore. Su tale pittura, nel 1746, fu eseguito un affresco (oggi sappiamo che la mano è del Gramignani) con angeli reggitenda, ma mancante della figura della Madonna, forse andata perduta perché eliminata per essere sostituita con un’altra. L'affresco fu a sua volta coperto da calce e proprio su tale copertura, nel 1926, il pittore Conti Consoli dipinse l'attuale immagine della Santa Vergine con il Bambino con aureola d’oro, molto venerata nel circondario".
Calvagna ha anche descritto le fasi di restauro che sono stati intraprese al fine di dare nuova vita ad opere di così notevole impatto artistico e socio-culturale, rendendo noto che ogni affresco e pittura murale è stato posto su pannelli di vetro resina rigidi, in maniera tale da poter effettuare un'adeguata pulitura di tutte le parti e procedere dunque con un cauto restauro pittorico.
Il restauro degli affreschi e del dipinto della Madonna della Ravanusa è stato autorizzato dalla Soprintendenza di Catania e supervisionato dalla Dott.ssa Francesca Migneco, direttrice della sezione storico-artistica dell’ente catanese dei beni culturali ed ambientali. Per la realizzazione dell’opera il merito è tutto della generosità dei devoti della Madonna che hanno partecipato al finanziamento del progetto con le loro offerte.
da "La Sicilia" del 12/08/2007 - articolo a firma di Gianluca Verri
(Si ringrazia il Sig. Turi Trovato per aver gentilmente messo a disposizione le foto della sezione)




